Vai al contenuto
Mio Esame SangueAnalisi del sangue online
Globuli bianchi

Neutrofili alti e bassi: valori, cause e rapporto neutrofili/linfociti

I neutrofili sono i globuli bianchi più numerosi e cambiano spesso. Vediamo i valori normali, perché si alzano (neutrofilia) o si abbassano (neutropenia), come si calcola il rapporto neutrofili/linfociti e quando vale la pena approfondire.

Testo della Redazione di Mio Esame Sangue (Milano) Aggiornato il Pubblicato il 14 min di lettura
Ritratto del Dott. Alberto Maccini in camice bianco con stetoscopio, su sfondo chiaro Revisione medica: Dott. Alberto MacciniMedico ematologo · revisione del
Neutrofilo e linfocita sotto due lenti divise da una linea di frazione: neutrofili 4,2 su linfociti 2,1, NLR 2,0
Rapporto neutrofili/linfociti: si dividono i neutrofili assoluti per i linfociti assoluti, nella stessa unità; con 4,2 e 2,1 l'NLR è 2,0.

I neutrofili sono i globuli bianchi più numerosi e rappresentano la prima difesa dell'organismo dalle infezioni, soprattutto quelle batteriche. Il loro numero cambia facilmente da un giorno all'altro: per questo trovare i neutrofili alti (neutrofilia) o bassi (neutropenia) sul referto è frequente e, nella maggior parte dei casi, non è motivo di allarme. Capire i valori, e il loro rapporto con i linfociti, aiuta a leggere l'emocromo con serenità e a sapere quando parlarne con il medico.

In breve

  • I neutrofili sono i globuli bianchi più numerosi, contro i batteri.
  • Valore assoluto normale: circa 1,5–7,5 ×10⁹/L.
  • Alti (neutrofilia) spesso per infezioni, infiammazione o stress.
  • Bassi (neutropenia) sotto 1,5; sotto 0,5 il rischio di infezioni è alto.
  • Il rapporto neutrofili/linfociti (NLR) si ottiene dividendo i neutrofili per i linfociti: non ha un valore di riferimento ufficiale.

Cosa sono i neutrofili

Cellula dal nucleo a lobi circondata da batteri a bastoncino e le due righe del referto dei neutrofili, in % e in numero
Prima linea di difesa: i neutrofili nascono nel midollo osseo, vivono poco e raggiungono in fretta l'infezione; nel referto conta il numero assoluto.

I neutrofili sono i globuli bianchi più numerosi del sangue e rappresentano la prima linea di difesa dalle infezioni, in particolare da quelle batteriche. Quando l'organismo è aggredito, i neutrofili raggiungono rapidamente la zona colpita e neutralizzano i microrganismi. Sono prodotti nel midollo osseo e, una volta in circolo, hanno una vita breve.

Nell'emocromo i neutrofili si misurano in due modi: come percentuale rispetto a tutti i globuli bianchi e come valore assoluto (l'ANC, dall'inglese absolute neutrophil count). Il valore che conta davvero, come vedremo, è quello assoluto: indica il numero effettivo di neutrofili presenti.

Neutrofili: valori di riferimento

Barra dei neutrofili con bassi sotto 1,5, normali 1,5–7,5 e alti oltre 7,5 ×10⁹/L, e 4,2 ×10⁹/L scritto in tre unità
Valori indicativi dei neutrofili assoluti: 1,5–7,5 ×10⁹/L; sotto 0,5 la neutropenia è grave. 4,2 ×10⁹/L equivale a 4,2 ×10³/µL e a 4.200/µL.
Neutrofili assoluti negli adulti: valori indicativi
ParametroValore indicativo
Normale (assoluto)1,5 – 7,5 ×10⁹/L
Alti (neutrofilia)oltre 7,5 ×10⁹/L
Bassi (neutropenia)sotto 1,5 ×10⁹/L
Neutropenia gravesotto 0,5 ×10⁹/L (rischio elevato)

Questi intervalli sono indicativi e variano in base al laboratorio e all'analizzatore. La regola pratica più utile è una sola: conta il valore assoluto, non la percentuale. Una percentuale fuori scala non significa per forza un problema se il numero assoluto è nella norma.

I laboratori italiani scrivono lo stesso numero in modi diversi, e questo confonde soprattutto quando si confrontano referti di strutture diverse. Le unità più comuni sono equivalenti:

Come può comparire lo stesso valore di neutrofili
Scrittura nel refertoEsempioCorrisponde a
×10⁹/L4,2 ×10⁹/L4.200 neutrofili per microlitro
×10³/µL (o K/µL)4,2 ×10³/µL4.200 neutrofili per microlitro
/µL o /mm³4.200/µL4,2 ×10⁹/L

Nei bambini i valori sono diversi da quelli dell'adulto e cambiano con l'età: per loro conta l'intervallo indicato dal laboratorio, letto con il pediatra.

Conta il valore assoluto, non la percentuale

È il punto che genera più dubbi. Nel referto trovi sia la percentuale dei neutrofili sia il loro numero assoluto: ciò che conta davvero è il numero assoluto, non la percentuale. La percentuale, da sola, può sembrare alterata mentre il valore assoluto è perfettamente normale, perché dipende anche da quanti sono gli altri globuli bianchi.

Un valore compreso tra 7,6 e 10,0 ×10⁹/L è spesso transitorio se il resto dell'emocromo è normale. A fare la differenza non è il singolo numero, ma la persistenza nel tempo e gli altri parametri: per questo un solo valore leggermente fuori scala, senza sintomi, raramente è motivo di preoccupazione.

Se il referto riporta solo la percentuale, il numero assoluto si ricava facilmente: globuli bianchi × percentuale dei neutrofili ÷ 100. Con 9,0 ×10⁹/L di globuli bianchi e neutrofili al 70% si ottengono 6,3 ×10⁹/L, un valore nella norma nonostante la percentuale sembri alta.

Neutrofili segnati in rosso sul referto?

Caricalo e ottieni gratis valore assoluto e percentuale spiegati sui tuoi numeri, accanto ai linfociti da cui nasce l'NLR, da discutere con il medico. La lettura analisi del sangue online di Kantesti AI, lo strumento che la redazione consiglia (e sostiene editorialmente), legge l'intera formula leucocitaria; sulle cause della neutrofilia e sui passi successivi c'è anche l'approfondimento di Kantesti sui neutrofili.

Trasparenza: la redazione sostiene editorialmente Kantesti (perché); lo strumento non sostituisce il medico.

Neutrofili alti e bassi: le cause

Due blocchi impilati: cause dei neutrofili alti, come infezioni batteriche e stress, e dei bassi, come virus e farmaci
Cause frequenti: i neutrofili alti seguono spesso infezioni batteriche, infiammazione o stress; i bassi, infezioni virali, farmaci o carenze vitaminiche.

I neutrofili alti (neutrofilia) sono molto spesso una reazione dell'organismo. Le cause più frequenti:

  • Infezioni batteriche: è la causa più comune, per esempio una polmonite o un'infezione delle vie urinarie (in quel caso l'esame delle urine mostra spesso nitriti positivi e leucociti).
  • Infiammazione di vario tipo, acuta o cronica (per esempio artrite reumatoide o malattie infiammatorie dell'intestino).
  • Danno dei tessuti: nei giorni dopo un intervento chirurgico, un trauma, un'ustione o un infarto.
  • Stress fisico e dopo esercizio intenso.
  • Fumo di sigaretta.
  • Cortisonici e altri farmaci, come il litio o i fattori di crescita dei globuli bianchi.
  • Gravidanza, soprattutto nelle ultime settimane e durante il parto.

Un lieve aumento isolato è spesso transitorio e rientra da solo. Molto più di rado la causa è una malattia del midollo osseo: è un'ipotesi che il medico considera quando l'aumento è marcato e persistente e si accompagna ad altre anomalie, come cellule immature nel sangue (vedi i granulociti immaturi), anemia o piastrine alterate.

I neutrofili bassi (neutropenia), invece, possono dipendere da:

  • Infezioni virali (una causa molto comune e in genere temporanea).
  • Farmaci di vario tipo, comprese le terapie oncologiche.
  • Carenza di vitamina B12 o di folati (approfondisci nella guida sulla vitamina B12 bassa).
  • Cause autoimmuni o del midollo osseo.
  • Neutropenia etnica benigna: in alcune persone di origine africana o mediorientale i neutrofili sono costantemente un po' più bassi, senza un aumento del rischio di infezioni.

Neutrofili alti: come leggere il risultato

Scala verticale dei neutrofili alti in tre fasce da 7,5 a oltre 20 ×10⁹/L, poi tre quadri: linfociti bassi, PCR, cortisone
Neutrofili alti, fasce indicative: tra 7,5 e 10 ×10⁹/L l'aumento è lieve e spesso transitorio, tra 10 e 20 moderato, oltre 20 marcato e da valutare presto.

Un valore di neutrofili alti si capisce davvero solo guardando che cosa succede intorno: gli altri globuli bianchi, gli indici di infiammazione e come ti senti. Il primo dato da guardare è di quanto il valore assoluto supera il limite:

Neutrofili alti: quanto è alto il valore (fasce indicative negli adulti, non soglie diagnostiche)
Neutrofili assolutiCome si descrive di solitoCosa succede più spesso
Circa 7,5–10 ×10⁹/Laumento lievespesso transitorio (sforzo, stress, fumo, infezione lieve): se il medico lo ritiene utile si ripete l'esame
Circa 10–20 ×10⁹/Laumento moderatodi solito accompagna un'infezione o un'infiammazione in corso: il medico guarda sintomi, PCR ed eventuali altri esami
Oltre circa 20 ×10⁹/Laumento marcatova valutato dal medico in tempi brevi, soprattutto se persiste o si accompagna ad altre anomalie dell'emocromo

Le fasce sono orientative e fa fede l'intervallo del tuo laboratorio. Poi conta il contesto: ecco i quadri che si incontrano più spesso nel referto, con la lettura più frequente:

Neutrofili alti: quadri frequenti nel referto
Cosa vediLettura più frequenteCosa si fa di solito
Neutrofili poco sopra 7,5, resto dell'emocromo normale, nessun sintomoVariazione transitoria: sforzo, stress, fumo, un'infezione lieve appena passataRipetere l'esame dopo alcune settimane, se il medico lo ritiene utile
Neutrofili e globuli bianchi alti con febbreRisposta a un'infezione, spesso battericaValutazione medica in base ai sintomi
Neutrofili alti e linfociti bassiInfezione batterica acuta, stress fisico, terapia con cortisoneRivalutare a distanza; il rapporto neutrofili/linfociti risulta alto
Neutrofili alti con PCR o VES alteInfiammazione o infezione in corsoIl medico cerca la causa; vedi le guide su PCR alta e VES alta
Neutrofili alti durante una terapia con cortisoneEffetto atteso del farmaco, che fa uscire i neutrofili dal midollo e dai vasiSegnalarlo al medico che segue la terapia, senza sospenderla da soli
Neutrofili molto alti e persistenti, con altre anomalieQuadro da approfondireVisita medica ed eventuali esami di secondo livello

Anche gli altri globuli bianchi aiutano a orientarsi: monociti ed eosinofili raccontano parti diverse della risposta immunitaria, e il loro confronto con i neutrofili è spesso più informativo del singolo valore. Prima di ripetere un esame lievemente alterato conviene evitare sforzi intensi nei giorni precedenti e, se possibile, il fumo, e aspettare che sia passata un'eventuale infezione.

Rapporto neutrofili/linfociti (NLR): il calcolo

Il rapporto neutrofili/linfociti, noto con la sigla inglese NLR (neutrophil-to-lymphocyte ratio), è letteralmente il risultato di neutrofili diviso linfociti. Non richiede un prelievo in più: si ricava dai numeri già presenti nella formula leucocitaria. Quasi nessun laboratorio lo stampa sul referto, per cui chi lo vuole conoscere di solito lo calcola da sé.

La formula

NLR = neutrofili assoluti ÷ linfociti assoluti. Il risultato è un numero puro, senza unità di misura, purché i due valori siano scritti nella stessa unità.

1

Trova i neutrofili assoluti

Nel referto compaiono come «neutrofili n.», «NEUT#» o «NE#», di solito subito sotto i globuli bianchi.

2

Trova i linfociti assoluti

Cerca «linfociti n.», «LYMPH#» o «LY#». Non confonderli con le righe in percentuale, segnate con «%».

3

Controlla le unità

Se un valore è scritto in /µL (per esempio 5.100) e l'altro in ×10³/µL (per esempio 1,7), porta prima entrambi nella stessa scrittura: 5.100/µL equivale a 5,1 ×10³/µL.

4

Dividi

Dividi il primo numero per il secondo e arrotonda a una cifra decimale: 5,1 ÷ 1,7 = 3,0.

Neutrofili diviso linfociti: il calcolo in pratica

Prendiamo un referto con globuli bianchi 8,0 ×10⁹/L, neutrofili 5,6 ×10⁹/L (70%) e linfociti 1,6 ×10⁹/L (20%). Neutrofili diviso linfociti fa 5,6 ÷ 1,6 = 3,5: un valore nella fascia di aumento lieve-moderato descritta più sotto, che da solo non dice nulla di preciso e va letto con i sintomi del momento, per esempio un raffreddore con febbre o un allenamento intenso il giorno prima.

Barra del rapporto neutrofili/linfociti in quattro fasce con l'esempio 5,6 ÷ 1,6 = 3,5 e il caso 1,0 ÷ 0,5 con valori bassi
Neutrofili diviso linfociti: negli adulti sani il rapporto sta per lo più tra 1 e 3; 5,6 ÷ 1,6 = 3,5 è un aumento lieve-moderato, non una diagnosi.

C'è anche una scorciatoia utile: dato che le due percentuali si riferiscono agli stessi globuli bianchi, dividere la percentuale dei neutrofili per quella dei linfociti dà lo stesso risultato. Con globuli bianchi a 7,0 ×10⁹/L, neutrofili al 60% (4,2) e linfociti al 30% (2,1), sia 4,2 ÷ 2,1 sia 60 ÷ 30 danno 2,0; nell'esempio di sopra, 70 ÷ 20 dà ancora 3,5. Restano piccole differenze dovute agli arrotondamenti del referto.

Esempi di calcolo del rapporto neutrofili/linfociti
Valori nel refertoOperazioneNLR
Neutrofili 4,2 ×10³/µL · linfociti 2,1 ×10³/µL4,2 ÷ 2,12,0
Neutrofili 62% · linfociti 28%62 ÷ 282,2
Neutrofili 5.100/µL · linfociti 1,7 ×10³/µL5,1 ÷ 1,7 (dopo aver allineato le unità)3,0
Neutrofili 9,6 ×10⁹/L · linfociti 1,2 ×10⁹/L9,6 ÷ 1,28,0
Neutrofili 1,2 ×10⁹/L · linfociti 2,4 ×10⁹/L1,2 ÷ 2,40,5

NLR: valori indicativi e limiti

Per il rapporto neutrofili/linfociti non esiste un intervallo di riferimento ufficiale: non è un esame validato dal laboratorio e le società scientifiche non hanno fissato una soglia unica. Negli studi su adulti in buona salute la maggior parte dei valori cade all'incirca tra 1 e 3, ma le soglie usate per definire un NLR «alto» cambiano da una ricerca all'altra, a seconda della popolazione e della malattia studiata. Le fasce qui sotto servono solo a orientarsi:

Rapporto neutrofili/linfociti: fasce orientative, non soglie diagnostiche
NLRLettura prudente
Sotto 1 circaLinfociti relativamente numerosi o neutrofili bassi, per esempio durante o dopo un'infezione virale: guarda i due valori assoluti
Circa 1–3La fascia in cui si trova la maggior parte degli adulti sani
Circa 3–6Aumento lieve-moderato: frequente con un'infezione in corso, uno stress fisico, uno sforzo intenso o il cortisone; ha senso rivalutarlo se persiste
Oltre 6 circaAumento marcato: in genere accompagna un'infezione o un'infiammazione acuta importante, un intervento o un trauma; il significato lo stabilisce il medico insieme ai sintomi e agli altri esami

L'NLR sale quando i neutrofili aumentano, quando i linfociti diminuiscono o quando succedono entrambe le cose, come nella risposta allo stress e alle infezioni batteriche. Scende quando prevalgono i linfociti, come in molte infezioni virali, o quando i neutrofili sono bassi; se i linfociti alti si accompagnano a ghiandole gonfie, gli esami utili sono descritti nella guida sui linfonodi ingrossati. Nella ricerca è studiato come indicatore semplice ed economico di infiammazione sistemica, per esempio in cardiologia, in oncologia e nelle infezioni gravi: valori più alti si associano in media a un decorso meno favorevole, ma si tratta di associazioni su gruppi di pazienti, non di una previsione sul singolo.

Cosa l'NLR non può dirti

  • Non fa diagnosi. Non distingue con certezza un'infezione batterica da una virale e non è un esame di screening per nessuna malattia.
  • Può sembrare normale anche quando non lo è. Con neutrofili a 1,0 e linfociti a 0,5 ×10⁹/L il rapporto è 2,0, eppure entrambi i valori sono bassi: per questo si guardano sempre prima i numeri assoluti.
  • Cambia in fretta. Uno sforzo intenso, una notte di febbre, un intervento recente o una dose di cortisone possono spostarlo per giorni.
  • Dipende dal laboratorio. Per seguirne l'andamento è meglio confrontare esami eseguiti nella stessa struttura.

Altri rapporti ricavati dall'emocromo

Con la stessa logica si ottiene il rapporto tra piastrine e linfociti, anch'esso privo di un valore di riferimento ufficiale: formula, esempi e limiti sono nella guida che spiega come si calcola il rapporto piastrine/linfociti. Indici che combinano più valori, come l'indice di infiammazione immuno-sistemica (SII, piastrine per neutrofili diviso linfociti), richiedono le stesse cautele: sono elementi in più per il medico, mai numeri da leggere da soli.

Quando preoccuparsi

Tre riquadri sui neutrofili: in giornata con febbre e valori molto bassi, dal medico sotto 0,5, niente allarme se lievi
Quando preoccuparsi: febbre con neutrofili molto bassi va valutata in giornata; sotto 0,5 ×10⁹/L o oltre 15–20 e persistenti serve il medico.

Conviene rivolgersi al medico se i neutrofili sono sotto 0,5 ×10⁹/L (rischio di infezioni gravi), se hai febbre con neutrofili molto bassi (può essere un'urgenza), se i neutrofili sono molto alti e persistenti (oltre 15–20), oppure se ci sono altre anomalie dell'emocromo (anemia, piastrine basse, globuli bianchi molto alterati). Negli altri casi, un valore lievemente fuori scala e isolato è di solito reattivo e transitorio.

Serve una valutazione in giornata anche quando i neutrofili alti si accompagnano a febbre alta con brividi, respiro affannoso, confusione o un forte malessere: sono segni che possono indicare un'infezione seria. Un NLR alto, da solo e senza sintomi, non è invece un motivo di urgenza.

Neutrofili e linfociti nel referto online

Per leggere bene i neutrofili e calcolare il rapporto con i linfociti servono le righe giuste del referto, che spesso si somigliano: percentuali e valori assoluti, sigle inglesi, unità diverse da un laboratorio all'altro. Un lettore di analisi del sangue online come Kantesti, che la redazione consiglia e sostiene editorialmente, ti spiega in italiano la formula leucocitaria del tuo referto accanto agli intervalli del laboratorio: da lì ricavare neutrofili diviso linfociti è questione di un'operazione.

Scegliere di leggere gli esami del sangue online ha senso soprattutto per preparare la visita, con domande concrete come «i miei neutrofili sono alti per l'infezione della settimana scorsa?». Prima di fidarti di una lettura automatica verifica che abbia preso i valori assoluti e non le percentuali, e ricorda che diagnosi ed eventuali esami di controllo restano decisioni del medico.

Domande frequenti

Neutrofili alti: devo preoccuparmi?

Nella maggior parte dei casi no: un aumento lieve, fino a circa 10 ×10⁹/L, con il resto dell'emocromo normale è di solito una reazione a un'infezione, a un'infiammazione, allo stress, allo sforzo o al fumo e rientra da solo. Conviene parlarne con il medico se il valore resta alto nei controlli, se supera circa 20 ×10⁹/L o se ci sono altre anomalie dell'emocromo; con febbre alta, brividi, affanno o confusione serve una valutazione in giornata. Fa fede l'intervallo del tuo laboratorio.

Qual è il valore normale dei neutrofili?

Indicativamente 1,5–7,5 ×10⁹/L come valore assoluto; dipende dal laboratorio.

Quando i neutrofili bassi sono pericolosi?

Soprattutto sotto 0,5 ×10⁹/L, dove il rischio di infezioni aumenta rapidamente: con febbre serve una valutazione in giornata.

I neutrofili alti indicano un tumore?

Quasi mai da soli. Le cause più comuni sono infezioni e infiammazioni. Solo aumenti molto marcati e persistenti, con altre anomalie, richiedono accertamenti.

Neutrofili alti senza sintomi: cosa fare?

Se l'aumento è lieve e il resto dell'emocromo è normale, spesso basta ripetere l'esame dopo qualche settimana, lontano da infezioni, sforzi intensi e fumo. È il medico a decidere se servono altri esami.

Come si calcola il rapporto neutrofili linfociti?

Si divide il numero assoluto dei neutrofili per quello dei linfociti, nella stessa unità: con 4,2 e 2,1 ×10³/µL l'NLR è 2,0. Poiché le due percentuali si riferiscono agli stessi globuli bianchi, anche la percentuale dei neutrofili divisa per quella dei linfociti dà lo stesso risultato.

Qual è il valore normale del rapporto neutrofili/linfociti?

Non esiste un intervallo ufficiale e il laboratorio di solito non lo riporta. Negli adulti sani si trovano per lo più valori all'incirca tra 1 e 3; le soglie per considerarlo alto cambiano da studio a studio.

Neutrofili alti e linfociti bassi: cosa significa?

È il quadro tipico della risposta a un'infezione batterica, a uno stress fisico acuto o a una terapia con cortisone, e fa salire l'NLR. Di solito si normalizza in giorni o settimane; se persiste o ci sono sintomi va valutato dal medico.

In gravidanza i neutrofili alti sono normali?

Un aumento moderato dei globuli bianchi, dovuto soprattutto ai neutrofili, è frequente in gravidanza e durante il parto. I valori vanno comunque letti con il medico o con l'ostetrica, insieme ai sintomi.

Fonti e riferimenti

Questa guida si basa su risorse di enti pubblici e società scientifiche indipendenti; come riferimento di approfondimento sul parametro citiamo anche lo strumento di interpretazione Kantesti:

  1. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute — issalute.it: emocromo e globuli bianchi.
  2. Ministero della Salute — salute.gov.it: esami diagnostici.
  3. SIBioC — Medicina di Laboratorio — sibioc.it: formula leucocitaria e unità di misura.
  4. AIFA — Agenzia Italiana del Farmaco — aifa.gov.it: schede dei medicinali, tra cui gli effetti dei farmaci sui globuli bianchi.
  5. MedlinePlus (National Institutes of Health, USA) — medlineplus.gov: conteggio dei neutrofili (neutrophil count) e formula leucocitaria.
  6. Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) — who.int: infezioni.

Testo della redazione di Mio Esame Sangue: pubblicato il , aggiornato il . Revisione medica: Dott. Alberto Maccini, .

Avviso medico

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce un parere medico. Gli intervalli di riferimento variano in base al laboratorio e all'analizzatore. Consulta sempre il tuo medico per l'interpretazione dei risultati.

Ultima revisione medica: Dott. Alberto Maccini, . Aggiornamenti successivi della redazione: .

Redazione di Mio Esame Sangue

Redazione con sede a Milano · revisione medica del Dott. Alberto Maccini

Realizziamo guide sull'emocromo e sulle analisi del sangue con un processo di ricerca e revisione basato su fonti pubbliche e indipendenti (ISS, Ministero della Salute, SIBioC, MedlinePlus, OMS). Scopri la redazione → · la nostra metodologia →

Continua a leggere